Approvati i modelli di bilancio degli Enti del Terzo Settore

 

Nella Gazzetta ufficiale n. 102 del 18 aprile 2020 è stato pubblicato il Decreto del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali del 5 marzo 2020 con il quale viene adottata la modulistica per i bilanci degli Enti del Terzo Settore. Si tratta in particolare di quattro modelli e piu precisamente:  Mod. A per lo stato patrimoniale, Mod. B per il rendiconto gestionale, Mod. C per la relazione  di missione e Mod. D per il rendiconto per cassa.

La pubblicazione da il via, per il mondo del no profit, all’attuazione delle direttive stabilite in precedenti normative che fino ad ora sono state solo programmatiche, prive di concreta realizzazione.

Dal lontano Luglio 2017, mancano ancora oggi i fondamentali per rendere operativo il Decreto Legislativo 117 del 2017; la cosiddetta riforma del Terzo Settore.

Da quel lontano 2017 nei giorni scorsi si è fatto un passo avanti.

Infatti, è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 102 del 18 aprile 2020, il Decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali recante: “Adozione della modulistica di bilancio degli enti del Terzo settore”.

La predisposizione del bilancio d’esercizio degli enti di cui all’art. 13, comma 1 del decreto legislativo n. 117/2017 è conforme alle clausole generali, ai principi generali di bilancio e ai criteri di valutazione di cui, rispettivamente, agli articoli 2423 e 2423 -bis e 2426 del codice civile e ai principi contabili nazionali, in quanto compatibili con l’assenza dello scopo di lucro e con le finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale degli enti del Terzo settore. L’ente dà atto nella relazione di missione dei principi e criteri di redazione adottati. La redazione del rendiconto per cassa è ispirata ai principi e ai criteri sopra richiamati, in quanto applicabili. Gli schemi di cui al presente documento devono essere considerati come schemi “fissi”, non suscettibili quindi di adattabilità alle diverse esigenze del singolo ente.

Gli enti destinatari degli schemi possono, tuttavia, ulteriormente suddividere le voci precedute da numeri arabi o da lettere minuscole dell’alfabeto, senza eliminare la voce complessiva e l’importo corrispondente, quando questo favorisce la chiarezza del bilancio. Possono, altresì, raggruppare le citate voci quando il raggruppamento è irrilevante o quando esso favorisce la chiarezza del bilancio. In questo contesto, gli enti che presentano voci precedute da numeri arabi o voci precedute da lettere minuscole con importi nulli per due esercizi consecutivi possono eliminare dette voci. Possono, in ultimo, aggiungere, laddove questo favorisce la chiarezza del bilancio, voci precedute da numeri arabi o da lettere minuscole dell’alfabeto. Eventuali raggruppamenti o eliminazioni delle voci di bilancio devono risultare esplicitati nella relazione di missione, al punto 3.

In modo specifico il testo della Gazzetta Ufficiale stabilisce che “Ai sensi dell’art. 13, comma 3 del decreto legislativo 3 luglio 2017, n. 117 sono adottati, ai fini della redazione del bilancio di esercizio da parte degli enti del Terzo settore, i modelli di stato patrimoniale (Mod. A) , rendiconto gestionale (Mod. B) e relazione di missione (Mod. C) , di cui al citato art. 13, comma 1, nonché il modello di rendiconto per cassa (Mod. D) , di cui all’art. 13, comma 2, contenuti nell’allegato n. 1 che forma parte integrante e sostanziale del presente decreto.” (si rimanda all’allega Gazzetta per la visione degli schemi approvati)

Per la serenità operativa di tutti gli addetti ai lavori rammentiamo che le disposizioni da esso recate si applicano a partire dalla redazione del bilancio relativo al primo esercizio finanziario successivo a quello in corso alla data della pubblicazione. In pratica, la modulistica approvata sarà applicabile ai bilanci del 2021.

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